Gaze Off

Gaze-Off è un progetto congiunto e in divenire

di Guido Tognola e Franco Marinotti,

presentato per la prima volta nel 2022

nell’ambito della fiera Wopart a Lugano, Svizzera.

Gaze-Off è un progetto congiunto

e in divenire

di Guido Tognola e Franco Marinotti,

presentato per la prima volta nel 2022

nell’ambito della fiera Wopart a Lugano,

Svizzera.

stand B018 a MIA 2025

“Zona franca”

GAZE-OFF a MIA definisce con Zona Franca uno spazio delimitato all’interno di un contesto più vasto, come una fiera. Questo spazio si presenta come un territorio di libertà e autonomia, in cui gli artisti esplorano e ridefiniscono il concetto di indipendenza. Nel caso specifico dello stand, queste zone franche evocano luoghi simbolici e reali: il mare, i quartieri popolari delle periferie urbane, situazioni di emarginazione sociale, spazi attraversati da profondi mutamenti identitari, ma anche luoghi della memoria, spazi legati agli affetti, frammenti d’intimità in cui sopravvivono tracce personali. Sono territori di passaggio, confini fluidi in cui il cambiamento diventa il fulcro della creazione.

GAZE-OFF at MIA defines with “Zona Franca” a delimited space within a larger context, such as a fair. This space presents itself as a territory of freedom and autonomy, in which artists explore and redefine the concept of independence. In the specific case of the stand, these enclaves evoke symbolic and real places: the sea, the working-class neighbourhoods of urban suburbs, situations of social marginalisation, areas affected by profound changes in identity, but also places of memory, spaces linked to affection, fragments of intimacy in which personal traces survive. These are territories of transition, fluid boundaries in which change becomes the focus of creation.

stand B018 a MIA 2025

“Zona franca”

GAZE-OFF a MIA definisce con Zona Franca uno spazio delimitato all’interno di un contesto più vasto, come una fiera. Questo spazio si presenta come un territorio di libertà e autonomia, in cui gli artisti esplorano e ridefiniscono il concetto di indipendenza. Nel caso specifico dello stand, queste zone franche evocano luoghi simbolici e reali: il mare, i quartieri popolari delle periferie urbane, situazioni di emarginazione sociale, spazi attraversati da profondi mutamenti identitari, ma anche luoghi della memoria, spazi legati agli affetti, frammenti d’intimità in cui sopravvivono tracce personali. Sono territori di passaggio, confini fluidi in cui il cambiamento diventa il fulcro della creazione.

GAZE-OFF at MIA defines with “Zona Franca” a delimited space within a larger context, such as a fair. This space presents itself as a territory of freedom and autonomy, in which artists explore and redefine the concept of independence. In the specific case of the stand, these enclaves evoke symbolic and real places: the sea, the working-class neighbourhoods of urban suburbs, situations of social marginalisation, areas affected by profound changes in identity, but also places of memory, spaces linked to affection, fragments of intimacy in which personal traces survive. These are territories of transition, fluid boundaries in which change becomes the focus of creation.

Gli artisti in mostra:

Jean-Marie Reynier, Al Fadhil, Javier Peñafiel, Roberto Mucchiut, Mirko Smerdel, Nuno Cera, Gaia Renis, Fabrizio Contarino

Al Fadhil

view

Gaia Renis

view

Nuno Cera

view

Una configurazione nello spazio che descrive il comportamento di un sistema

“è Rapporto con il pubblico e invita lo spettatore a contemplare la possibilità di un comportamento atipico all’interno del suo spazio.”

 

“GAZE-OFF non è una mostra, ma è AZIONE collettiva, è performance, è spazio proattivo e dinamico, aperto all’incontro e al confronto, all’interazione, critico e costruttivo, dove la Cultura, in tutte le sue forme, torna ad essere, oltre che Protagonista, Responsabile e Cosciente.”

 

“guarda a cosa muove l’arte e ne sonda i limiti del linguaggio.”

“non presenta, non propone né si contrappone, non espone, non è una mostra, non indica ne stabilisce percorsi, non è una curatela, non è tendenza né controtendenza, non è un punto di partenza né d’arrivo, è solo uno “sguardo off” attento e curioso, da dentro, da fuori, da vicino o da lontano, che non costringe e non impone, ma si offre incondizionatamente alla semplice considerazione, per concederle spazio.”

Gaze off 2025 © All right reserved

Torna in alto